Befana col sole, Befana col grigio: e noi avevamo scelto bene

Pubblicato il 6 gennaio 2026 alle ore 19:03

Oggi è davvero il giorno della Befana. E fuori, qui sul lago, il cielo ha deciso di vestirsi di grigio, con quel tempo “da gennaio vero” che fa venire voglia di rimandare tutto a domani. Domenica, invece, era un’altra storia: sole sul lungolago, aria pulita, temperatura perfetta per muoversi senza soffrire. E anche da questo punto di vista, la scelta che abbiamo fatto all’ultimo minuto si è rivelata valida.

Perché sì: il percorso di “Rincorri la Befana” è stato modificato per cause di forza maggiore, in segno di rispetto verso la comunità, dopo la disgrazia avvenuta proprio nella zona della partenza originaria. Abbiamo spostato la partenza a Navene, mantenendo un tracciato molto simile, lungo il lungolago verso nord. Una decisione presa di corsa (come sempre), ma presa con la testa. E con il cuore.

Non competitiva, per scelta. E per servizio.

“Rincorri la Befana” non nasce per fare la gara “dei duri”. Nasce apposta come non competitiva, pensata per:

  • camminatori,

  • famiglie,

  • chi vuole farsi un giro in compagnia,

  • chi le competitive le guarda da lontano perché gli mettono ansia.

Insomma: un evento per chi non cerca la classifica, ma cerca una giornata bella.
E l’abbiamo organizzata come servizio alla comunità, perché crediamo che lo sport, quando è fatto bene, sia anche questo: mettere in moto persone, sorrisi, territorio.

E qui arriva il punto che devo dire con chiarezza, ma con intelligenza: un evento non competitivo non significa “improvvisato”.

“Athletes first” vale anche senza classifica

Anche senza classifica, ci sono cose che non si possono improvvisare:

  • assicurazione,

  • volontari attivati,

  • ristoro finale,

  • logistica, ore e ore di tempo,

  • energia mentale, oltre che fisica.

Noi le ore le abbiamo messe. I volontari pure. Il ristoro era degno di una competitiva. L’organizzazione, “athletes first”, non aveva nulla da invidiare a una gara con pettorale e cronometro (l’unica differenza era proprio quella: la classifica non era prevista, come è giusto che sia in questo tipo di evento).

Eppure… ci aspettavamo una presenza più ampia. Non per vanità, ma perché la partecipazione ravviva il clima, e perché con una società così attiva sul territorio, basterebbe guardare i progetti per capire che ogni evento è un pezzo di un disegno più grande.

Il paradosso: ci hanno salvati quelli “da fuori”

Qui entra l’ironia della Befana, quella che porta doni quando meno te lo aspetti: miracolosamente, solo grazie alla presenza di corridori e gruppi fuori territorio siamo riusciti a limitare le perdite.

E per “perdite” intendo proprio quello che è: un bilancio da tenere in piedi, perché i costi esistono anche se la gente decide all’ultimo che “non so, ho un impegno” (la famosa stagione delle scuse, che a gennaio fiorisce meglio delle primule).

Quindi grazie, davvero, a chi si è mosso, è venuto, ha creduto nell’evento e ci ha dato ossigeno vero.

I volti che valgono più di mille numeri

C’era perfino dalla provincia di Venezia la fantastica famiglia del RunForCornelia:
mamma Romina, papà Vincenzo e, ovviamente, Valentina, sulla fiammante Joelette Finisher, frutto concreto della nostra raccolta fondi di maggio.
Questa, per chi ha occhi, è una risposta definitiva a qualsiasi dubbio sul senso di quello che facciamo.

E poi il gruppo più numeroso arrivato da Loppio (provincia di Trento): presenza compatta, sorrisi e gambe buone.
E ancora: diversi corridori che avevano già partecipato al Panoramic Trail e che sono tornati anche qui. A loro dico grazie, personalmente: perché chi torna, ti sta dicendo che il lavoro lo stai facendo bene.

E una menzione speciale la merita lui: mio cugino Andrea, mitico, che da due anni porta questo ruolo con quello spirito e quella vivacità che solo lui può avere. Chi c’era ha capito.

Una piccola “polemica utile”, per il futuro

Non la faccio lunga, la faccio efficace: un evento come questo non si regge sull’aria. Si regge su persone che ci credono e che ci sono.
E se vogliamo che “Rincorri la Befana” diventi una tradizione che cresce, una “Reverse Edition 1” che si consolida e diventa ancora più bella, allora serve una cosa semplice: partecipare.

Non serve essere atleti. Non serve amare le competitive. Non serve “andare forte”.
Serve esserci.

Perché noi continueremo a fare la nostra parte, come sempre. Ma una comunità vera la costruisci insieme, non da solo con un direttivo e due scatoloni di bicchieri.

Grazie a chi ci sostiene

Chiudo con i ringraziamenti doverosi, quelli che non sono una formalità ma una colonna portante. Grazie ai nostri sponsor che ci supportano e credono nel valore di ciò che facciamo sul territorio:

Cassa Rurale AltoGarda Rovereto
Tenuta Villa San Zeno
Albergo Villa Edera
Hotel Antonella
Vernesoni Germano
Coero Ingros
L’Artigiano dei Sapori

Il servizio taxi di Lombardi Luca

Noi andiamo avanti. Con la testa dura e il cuore acceso.
E l’anno prossimo, Befana o non Befana, vogliamo vedere il lungolago ancora più vivo.

 

John Benamati

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