Rovigo In Love: cronaca di una mezza maratona ai confini della realtà

Pubblicato il 8 febbraio 2026 alle ore 14:15

Partiamo dai numeri, così facciamo subito contento il ragioniere interiore.
1:52:49, media 5:16/km, certificato dal mio Suunto.
Ora, considerando che stavamo spingendo una carriola da competizione (cit.), direi che non è affatto male. Anzi, quasi sospetto.

Alla Rovigo In Love dell’8 febbraio il ValenTeam – RunForCornelia si presenta con la Joelette Finisher e una gestione dell’evento che definire intelligente è poco: partiamo qualche minuto prima dello start ufficiale, scelta lucida e perfetta della splendida organizzazione, che evidentemente ha capito che se parti con una Joelette… è meglio non partire in mezzo al frullatore.

Risultato?
Al primo chilometro arriviamo talmente in anticipo all’incrocio con la statale che il traffico è ancora aperto.
Un SUV ci affianca, finestrino abbassato, sguardo serio:
“Scusate… ma voi siete dei professionisti?”

Professionisti no.
Soggetti pericolosi per la percezione spazio-temporale, forse sì.

I chilometri scorrono via piacevoli, tra battute con Vincenzo, sorrisi, incitamenti e anche qualche concorrente che capisce il codice delle nostre iniziative.
Bravi, bravi.
Agli altri… vaglielo a spiegare tu che è Valentina a decidere il ritmo.
Lei ha un joystick speciale, una roba tipo Airbus A321 Neo: pigia il tasto e chi sta dietro può solo adeguarsi. Autopilota inserito, comandante Vincenzo, io in cabina come hostess con crisi esistenziale.

Il percorso?
Un incrocio, poi delle praterie stile “Non aprite quella porta”, argini sospesi nel nulla, dove il grigio dell’acqua si fonde con quello dell’asfalto e del cielo.
Perché sì, lo confermiamo: il detto veneto è vero.
"Rovigo non esiste".
O meglio, esiste ma in una zona di transizione, uno spazio ai confini della realtà dove la nebbia onnipresente altera i sensi, la percezione e probabilmente anche le leggi della fisica newtoniana...insomma qui si entra direttamente in argomenti da fisica quantistica e ogni ipotesi vale.

Nulla di problematico per uno che corre abitualmente in modalità bipolare, anzi: ambiente perfetto.
E la verità è che… Rovigo ha il suo fascino.
Un gioiello atipico, un esemplare unico di luogo dove non sei mai certo di essere passato di lì… ma sei sicuro di esserci stato.

La manifestazione è chiaramente in crescita: oltre 4000 iscritti tra le varie distanze, e una consapevolezza diffusa che questa Rovigo In Love ha qualcosa di diverso.
Forse è la nebbia.
Forse è l’atmosfera.
Forse è che ti fa credere di essere in discesa per il 90% del tempo.
Cosa che altrove non avrebbe senso, ma qui sì.
Questa cosa va studiata. Probabilmente interpellerò qualche scienziato del CERN.

Ringraziamenti dovuti, anzi necessari.
All’organizzazione, impeccabile e accogliente.
Ai concorrenti che ci hanno incitato lungo il percorso.
E anche a quelli che hanno fatto il personal best grazie a noi: esempi di virtù che hanno stimolato i loro ego agonistici.

Prego, è stato un piacere.

Ma soprattutto… grazie alla nebbia.
Che ci ha fatto perdere l’orientamento dopo 50 metri,
che ci ha dato l’illusione di aver corso ovunque,
che ci ha permesso di usare la fantasia come GPS,
e che ci ha regalato l’incredibile sensazione di essere sempre in discesa!

Nota di colore finale, degna di un esperimento sociale:
subito dopo l’arrivo, il pacer dell’1:55 ci regala dei palloncini.
Noi, da persone mature e responsabili, li usiamo per inalare elio e sbraitare come Paperino durante il terzo tempo.
Scienza pura. Applicata.

Questo è quello che succede al ValenTeam – RunForCornelia.
In un posto strano come Rovigo.
In una gara chiamata In Love.
Con una Joelette, una splendida famiglia al traguardo, e la certezza che, anche quando non capisci bene dove sei… sei esattamente dove dovresti essere!

 

John Benamati

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.