Nel fango del Chianti, la rete corre oltre la vista

Pubblicato il 15 maggio 2026 alle ore 10:17

Domenica 10 maggio, Ivan Cappellari e Anna Lia Chiti hanno concluso la Chianti Classico Marathon Ultra Trail in 7h32’19”, portando ancora una volta BeyondTheSightTEAMOltreLaVista dentro una gara vera, concreta, non addomesticata.

Circa 48 chilometri nel cuore del Chianti, pioggia quasi continua, fango, salite, discese, cambi di terreno e quella bellezza toscana che non ha bisogno del sole per farsi riconoscere. Anche quando il cielo resta basso, anche quando la nebbia mangia i contorni, certi luoghi continuano a parlare. E quando a raccontarli, passo dopo passo, è la voce di Anna, il paesaggio non sparisce: cambia lingua.

Il risultato dice 7h32’19”. DUV registra Anna 112ª assoluta, 28ª donna e 1ª di categoria W65; Ivan 113° assoluto, 85° uomo e 11° M40. Lo stesso tempo, la stessa linea, lo stesso lavoro condiviso. Rispetto alla loro precedente partecipazione del 2024, il miglioramento è di oltre venti minuti. Ma, come spesso accade con Ivan e Anna, il cronometro è solo una parte del racconto. Utile, concreta, misurabile. Però non basta.

Ivan ha raccontato una gara accogliente, organizzata con grande cura, con volontari e organizzatori capaci di farli sentire quasi “di casa”. Un dettaglio che non è un dettaglio: per un atleta non vedente e per la sua guida, sentirsi accolti davvero non significa ricevere una carezza retorica. Significa trovare persone preparate, disponibili, attente, capaci di considerare quella presenza come parte naturale della gara.

Poi c’è stato il fango. E il fango, si sa, nel trail non chiede permesso. Entra, sporca, rallenta, mette alla prova. Per Ivan e Anna è stato un altro passaggio tecnico importante: non una difficoltà da raccontare con tono epico, ma materiale di lavoro. Perché il loro progetto cresce così, con le scarpe sporche, i segnali vocali, le prove sul campo, gli errori corretti, le soluzioni adattate. L’inclusione, quando è vera, non vive nei comunicati: vive nei punti d’appoggio.

Questa volta, però, sulla Chianti Classico Marathon c’era anche un altro elemento nuovo e prezioso: la presenza di Gennaro Iorio, atleta non vedente guidato, professore di storia e filosofia, voce importante nel dibattito nato a inizio 2026 sulle difficoltà normative che ancora limitano la partecipazione degli atleti non vedenti in molte gare. Un terreno sul quale anche noi, con BeyondTheSightTEAMOltreLaVista,  (LINK al progetto) ci stavamo già muovendo: cercando non lo scontro, ma il confronto; non la polemica sterile, ma la costruzione di buone pratiche capaci di rendere il trail più preparato, più sicuro e più accessibile.

Per Ivan, incontrare Gennaro in gara ha avuto un significato particolare. Non per aprire una competizione dentro la competizione. Non per stabilire chi corra meglio, chi usi il metodo più efficace, chi abbia la guida più brava. Il punto è stato un altro: sentirsi alla pari.

Quando un atleta non vedente corre con un atleta vedente, per quanto il rapporto sia forte, resta sempre una differenza inevitabile: uno vede, l’altro no. In discesa, sugli appoggi, nei cambi di terreno, nella lettura immediata del sentiero, quella differenza esiste. Incontrare un altro atleta non vedente, invece, sposta il piano del confronto. Non cancella le differenze, ma le rende condivisibili.

Gennaro corre con il cordino. Ivan e Anna hanno sviluppato negli anni un sistema diverso, basato sulla voce, sulla comunicazione continua, sui bastoncini e su una lettura del terreno costruita insieme. Due strade diverse, entrambe nate da una necessità reale: rendere possibile ciò che molti, da fuori, continuano a immaginare impossibile.

Ed è qui che il racconto diventa più grande della singola gara.

Perché sarebbe interessante, e forse necessario, mettere queste esperienze attorno allo stesso tavolo. Non per fare teoria da salotto, che nel trail dura il tempo di una zecca gradita come una bella volontaria al ristoro. Ma per costruire confronto vero: metodi, sicurezza, regolamenti, responsabilità degli organizzatori, ruolo delle guide, classifiche, pettorali, assicurazioni, strumenti ammessi, prassi da condividere.

BeyondTheSightTEAMOltreLaVista (LINK al progetto) nasce proprio per questo: portare l’inclusione dal dire al fare, sui sentieri e nelle gare, lavorando su sicurezza, buone pratiche e vuoti normativi che ancora oggi ostacolano la partecipazione degli atleti con disabilità.

La Chianti Classico Marathon, in questo senso, non è stata solo un’altra gara conclusa. È stata un altro tassello. Un’altra prova nel fango. Un’altra medaglia, questa volta in terracotta con il Gallo del Chianti Classico, bellissima anche perché arrivata dopo una giornata ruvida. Un’altra conferma che quando organizzatori, atleti, guide e comunità si parlano, la strada si apre.

Ivan e Anna hanno chiuso ancora una volta insieme.

Ma forse la notizia più interessante è che, questa volta, non erano soli nel mostrare una direzione.

E quando più voci iniziano a correre nella stessa direzione, il sentiero diventa più largo per tutti.

 

John Benamati

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.