Subasio Crossing, Trail Sacred Forests e Corsa dei Giganti: tre gare, un metodo che cresce.
Mi sono preso qualche settimana di ritardo nel raccontarlo.
Non perché BeyondTheSightTEAMOltreLaVista si sia fermato. Al contrario: Ivan Cappellari e Anna Lia Chiti hanno continuato a correre, provare, imparare. Sono io che, tra mille progetti, mille corse, mille riunioni e qualche testardaggine da asino presidente, ho rallentato nel dare spazio a ciò che meritava di essere raccontato prima.
Ogni tanto l’asino si impunta.
Poi, per fortuna, riparte.
Negli ultimi impegni Ivan e Anna hanno affrontato Subasio Crossing, Trail Sacred Forests a Badia Prataglia e Corsa dei Giganti in provincia di Pisa.
Tre gare diverse, un unico filo: quello invisibile della voce, della fiducia e del lavoro condiviso.
Ivan racconta un aspetto molto interessante: per un atleta non vedente e per la sua guida, una gara può diventare anche un allenamento più sicuro e gestibile rispetto a un’uscita lunga in autonomia. C’è un percorso segnato, ci sono ristori, volontari, assistenza, un’organizzazione intorno. Non significa che sia facile. Significa che diventa un contesto utile per fare esperienza.
Ed è proprio questo il punto.
Ivan e Anna non stanno solo partecipando alle gare. Le stanno usando come laboratorio sul campo.
Il Subasio Crossing, con 30 chilometri e oltre 1400 metri di dislivello positivo, è stato un nuovo test su distanza media, ritmo e gestione. Come sempre, Ivan corre e Anna guida. Il traguardo non è mai solo individuale: è uno spazio condiviso.
Poi è arrivato il Trail Sacred Forests, nelle Foreste Casentinesi. Un contesto bellissimo, molto trail, fatto di boschi, radici, pietre, salite e discese vere.
Una gara utile anche perché più tecnica del previsto. Ivan ha raccontato passaggi impegnativi e una caduta nel finale, a circa un chilometro dall’arrivo. Nulla che abbia impedito di concludere la prova, ma abbastanza per ricordare quanto, nel loro caso, ogni dettaglio conti.
Per Ivan e Anna la guida non è un accompagnamento generico.
È comunicazione continua.
È lettura del terreno.
È sicurezza.
È capacità di trasformare un sentiero in voce.
Loro non corrono legati da una corda. Corrono legati da qualcosa di più sottile: fiducia, ascolto, esperienza.
Infine, la Corsa dei Giganti, in provincia di Pisa: 14 chilometri, circa 400 metri di dislivello, strade bianche e ritmo più alto. Una gara breve, nervosa, dove si parte forte e si respira poco.
Ivan pensava di essere meno adatto a una prova così veloce. Invece è andata molto bene: circa 1h33’ e una prestazione brillante anche sul piano sportivo. Perché va bene parlare di inclusione, ma ogni tanto anche il cronometro può sedersi al tavolo e dire la sua.
Queste tre gare raccontano bene cosa stiamo cercando di costruire con BeyondTheSightTEAMOltreLaVista.
Non basta dire “anche loro possono”.
Quella frase ormai ci sta stretta.
Il punto è capire come si può fare bene.
Come si prepara una guida.
Come si comunica in discesa.
Come si affronta un terreno tecnico.
Come cambia tutto quando il ritmo sale.
Come un’organizzazione può rendere più semplice e naturale la partecipazione di un atleta non vedente e della sua guida.
L’inclusione vera non è togliere difficoltà.
È costruire strumenti intelligenti per affrontarle.
E mentre arriva il caldo, mentre molti iniziano a lamentarsi anche solo per andare dal divano al frigorifero con il Mondiale acceso e l’aria condizionata in modalità ghiacciaia himalayana, Ivan e Anna continuano a fare una cosa semplice: mettersi un pettorale, entrare nei sentieri e portare a casa esperienza.
Non chiedono scorciatoie.
Non cercano applausi obbligatori.
Non trasformano la disabilità in vetrina.
Corrono.
Imparano.
Raccontano.
E ci aiutano a guardare meglio il trail, anche oltre la vista.
Ivan e Anna continuano.
US Montebaldo ASD continua con loro.
BeyondTheSightTEAMOltreLaVista continua a costruire strada. LINK al progetto.
Il sentiero è ancora lungo.
E loro, per fortuna, non sembrano intenzionati a fermarsi.
John Benamati
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